Velàzquez al Rendano di Cosenza

Aprile 2nd, 2009 by admin

MAGICO VELAZQUEZ

Al Rendano il sogno Barocco col critico Labrosciano

Un magnifico Velàzquez, che riapparendo quasi magicamente sul palcoscenico del teatro Rendano di Cosenza ha incantato il pubblico trasportandolo all’interno di un altro teatro, quello del Barocco europeo,

è stato raccontato  dal critico Gianfranco Labrosciano con una performance di circa due ore sulla vita e le opere del grande maestro spagnolo.



Uno spettacolo nello spettacolo, dunque, che ha avuto per protagonista un’epoca del gusto e della storia dell’arte che appartiene a un momento irripetibile dello spirito europeo i cui effetti, come ha dimostrato il critico, ancora durano perché sono atteggiamenti irripetibili del modo di essere dei popoli come degli individui.

Attraverso un sapiente e calibrato excursus dell’opera del grande artista il narratore ha sciolto un enigma fra i più complessi dell’intera storia dell’arte, quello relativo all’interpretazione della celebre opera Las Meninas, fornendo u’interpretazione originale e straniante che ha meravigliato il pubblico e convinto la critica.

Come si sa, l’opera è dedicata alla famiglia reale e alla regina Margarita, infanta di Spagna, e tutto, in apparenza, fa riferimento a questi soggetti. Tuttavia si tratta di un’opera squisitamente concettuale, come ha dimostrato il critico, e fondatamente astratta, tanto cha alla fine, ciò che risalta è il fatto che l’artista tutto ha dipinti tranne che i soggetti rappresentati.

Un gioco, insomma, una finzione condotta con arte, in un rimando continuo, in certi momenti deliranti, di sguardi e allusioni che rivelano, alla fine, il grande teatro del Barocco.

Lo spettacolo, unico nel suo genere nel panorama non solo della critica dell’arte, ma anche in quello teatrale italiano, ha entusiasmato il pubblico, anche perché, con la sapiente regia di Luca Zicarelli, è stato intercalato da pause di notevole spessore artistico. L’artista cubana di origini russe Renata Mezenov Sa, infatti, danzando e cantando, e accompagnando la sua voce melodiosa e raffinatissima dalla chitarra da essa stessa suonata, ha incantato tutti, come lo stesso ha fatto il soprano canadese Crhristiane Poitras, vero usignolo della serata, nonché la compagnia del Ballet du Centre Historique con le sue funamboliche espressioni danzanti.

Un’ultima chicca: i vestiti barocchi della costumista Francesca Vena, che hanno permesso di “entrare” nel quadro come se si trattasse di una realtà ineliminabile. E invece era tutta una finzione.

Marzia Scotese

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