I territori dell’amore |
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| Articoli dedicati al libro: "I Territori dell’Amore". | ||||
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“....I grandi amori sono gli amori irrazionali, impossibili, quelli più contestali e probabilmente non consumati. Quelli che trasgrediscono le regole per effetto di uno sbaragliamento totalizzante, non contaminato, della vita. Sono quelli che lievitano in territori di altre dimensioni, come una realizzazione estetica o un sogno, la realtà della vita. I territori dell'amore sono tanto estesi quanto scoscesi, e se l'amore nasce nelle condizioni più difficili e impensabili il grande amore cresce e si sviluppa in quelli più aridi. Soggiorna ai lembi estremi della vita e resiste là dove la stessa finisce, in un certo senso accrescendola. Dimora ai confini della fantasia, che di per sé non ha confini perché è la sola che può superare l'esperienza. Divora i corpi e le menti in un fuoco che li consuma, progenitore a sua volta di scintille che possono appiccare il fuoco all’universo. II grande amore è sentimento di lucida follia. Una proiezione dell'anima in delirio. E come questa non può affrancarsi completamente dal corpo, il grande amore, che nasce, vive e muore fra gli uomini, non può fare a meno della società e sarà sempre un riflesso dell'anima nascosta che in essa pulsa, dei suoi vizi, delle sue passioni e delle sue virtù, ma soprattutto delle sue regole e della sua morale. Per questo è sempre rottura e trasgressione, tendenza alla libertà e fuga verso l'ignoto. Si sviluppa in chi ha la predisposizione a osare, a trasgredire le regole costituite e a proiettarsi fuori dal tempo...." |
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