Le passioni di Ofelia |
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“…Dai suoi occhi traluceva una forza in grado di accogliere e rifiutare, di liberare e imprigionare, di ordinare e distruggere. Enigmatici,d’argento e di diamante, svelavano lampi d’illuminazione che salivano da dimore impenetrabili, come il cervo che viene incontro al giorno dal sottobosco inaccessibile. Così la dimora del suo sguardo pareva abitata da un essere che compariva seducendomi e da un altro che irrompeva dal nulla e aveva a forza di trafiggermi, inchiodandomi alla necessità stessa dell’esistenza. Questo fu il nostro incontro. Brandelli di verità, elementi, anche crudeli, di un’orchestra sinfonica ignota che annullò ogni resistenza, come il bacio di un principe a un fiore in una certa favola, quando sentì il profumo di una dolcezza del vivere che lo uccise. Un pianoforte stonato scardinò la tastiera dei sensi, e quando le nostre mani si toccarono il contatto epidermico stabilì l’accordo sulla nota fondamentale attorno alla quale il rapporto avrebbe ruotato. La stessa sera demmo inizio al concerto. Vedendola spogliarsi ebbi l’impressione di passare a una nuova vita. La lentezza con cui lasciava cadere gli indumenti, mostrandomi il corpo, era così esasperante eppure così meticolosa e calibrata da apparirmi come una specie di porta che accedeva altrove e che dovevo assolutamente attraversare. Così mi accinsi a enetrare nell’oceano di piacere cui dovevo naufragare, completamente abbandonato alla danza del suo corpo che preparava nei inimi particolari i preliminari di una passione incontenibile…” |
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