Pino PingitoreL'autorità del colore |
Pino in Galleria | |||
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Catanzaro 1997, Economia Catanzarese, Periodico della Camera di Commercio Industria Artigianato AgricolturaArtista fra i più rappresentativi fra quanti operano nella città di Catanzaro, è più di ogni altro artista “calabrese”, essendo riuscito, con la sua opera, a coniugare felicemente i valori attuali dell'opera contemporanea con quelli storci e ideali del territorio di appartenenza. Partito da postulati artistici di carattere informale, sulla base delle suggestioni di un Vedova, e per quanto riguarda il passato di un Turner, nel suo lungo excursus storico si è gradatamente spostato verso un rigoroso formalismo astratto. Progressivamente il carattere alquanto geometrico e puramente visivo della sua opera, concentrata su una forma data anche dal sapiente cromatismo del colore, si è tradotto in pittura concettuale per la pregnanza dei significati storici e ideali in essa infusi. La sua produzione più recente, di sapore più minimale, nella quale le larghe campiture della superficie pittorica favoriscono l'insorgere di una forma più distaccata e rarefatta rispetto al passato, rivela un più marcato spessore analitico, di pensiero, in cui la forma è rivolta al recupero di un contenuto storico che Pingitore inserisce nella dialettica del processo artistico: i valori etici, formali e contenutistici dell'arte greca, intesa come simbolo di una civiltà che ancora vive. Così, nel processo dialettico con l'artista magnogreco, e nella identificazione culturale con il territorio sul quale vive e opera. Pingitore riannoda i fili della contemporaneità storica organizzandoli in funzione di continuità e di identità. La sua opera, allora, si propone come trait-d'union fra il passato e il presente, in funzione di recupero della memoria e riqualificazione del ruolo culturale e contemporaneo dell'artista del Sud in un contesto nazionale ed europeo. Sicché la concettualità del mondo greco, di cui l'artista si fa ideale continuatore, permea l'opera. Da una parte il bello come direbbe Platone, e dall'altra il luogo del pensiero e del concerto, come invece sosteneva Aristotele. Sorgono quindi opere da un verso astratte, che pur allontanandosi dalla realtà la penetrano, la scandagliano in visioni o immagini date dalla sua imponderabile profondità, non essendo la stessa astrazione che il lancio verso l'alto dall'immenso serbatoio della realtà, e dall'altro verso opere di impianto analitico, di natura dialettica, che consentono di gettare uno sguardo sull’azione degli uomini e della storia dalle quinte di quel teatro “inutile” che è l'arte. |
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Le sue opere si palesano come la variazione continua di un unico tema in cui il dettaglio è una segnale ottico con effetto amplificante dell'orizzonte mentale ed emotivoLa pittura di Pingitore si sostanzia nella visione di una immagine astratta di geometrica bellezza, e si affida allo scalare dei piani ed alla sensualità della luce e delle ombre. Pingitore predilige le grandi superfici, le opere imponenti. E nell'ampiezza delle tele le sue pennellate trovano inusitati spunti caravaggeschi prodotti da un ingegnoso e personalissimo meccanismo coloristico. Gianfranco Labrosciano |
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