Franco Paletta

Catalogo delle Opere Scultoree


Franco Paletta in Galleria

Franco Paletta in Galleria

Se tutta l’arte è pensiero, e un destino di pensiero guida il procedere delle forme nel tentativo di liberare i contenuti di una nuova artisticità, l’opera di Franco Paletta segue l’evoluzione di un destino irreversibile – quello dell’arte contemporanea- che tradisce un’irresistibile tendenza a superarsi nella dialettica di una dinamica, la scultura, che di per sé tende alla completezza e all’assoluto; ed è il luogo in cui l’artista segna il passaggio della sua essenza intuitiva alla sua essenza filosofica.

E’ una scultura che si libera nello spazio in virtù di un principio che la muove e di precise regole interne che consentono il metamorfosarsi di una vaga forma organica in un’altra, che evoca diversi significati e simboli.

Si tratta di una forma modellata su piani e scansioni ritmiche incentrate sul semplice movimento di una linea, sinuosa e di sottile eleganza che, in una sorta di andante imprendibile e leggero, compie numerose ellissi prima di liberarsi verso l’alto in un rapido e raro verticalismo.

L’immagine, alla fine, risulta solitaria, ordinata e unica.

Animato da un’esigenza di essenzialità, l’artista depura la forma fino a toccare vertici di assoluta spiritualità.

Si osservi la scultura dal basso verso l’alto. E’una costruzione lucida, tirata su con una linea che ha in sé il principio del movimento e della spinta; sicché si eleva con una forza vitale simili a quella delle cattedrali gotiche, nelle quali pure una linea, semplice e verticale, è il principio informatore e conoscitivo. Cos’altro può essere questo interno ritmo, questo scalare di paini, se non l’esigenza tutta intima dell’artista di superarsi e di tendere verso un’ardita spiritualità?

E’ una scultura in cui la materia del ferro, di per sé difficile da trattare, liscia e levigata, sembra essere dimenticata a tutto vantaggio di un’energia che irrorandola dal di dentro la illumina e la distribuisce nello spazio in una zona neutra nella quale la plasticità dei volumi, la vigorosità del segno e gli sbattimenti dell’ombra e della luce sono elementi, per così dire, secondari rispetto alla forza che la alimenta. Costitutivo dell’opera è invece proprio la sottile assenza della materia, che affida al rigore e alla tensione interna, e dunque alla squisita raffinatezza formale, il compito di sostituire la retorica dell’impianto puramente teatrale. Qualcosa che fa si che l’opera non venga ad esistere come un prodotto confezionato, e che si risolve, in definitiva, nel linguaggio interno alla stessa costituzione materiale dell’opera.

Un linguaggio volto ad un’esuberanza ritmica e propulsiva che risolve le peculiarità del ferro, il peso e la massa, in un immaginario che aspira a una sorta d’integrazione panica, universale. Più che una forma, allora, la scultura – e il disegno - di Franco Paletta sembra indicare una verità di forme possibili in una molteplicità di elementi strutturali. E’ questa una rara lezione di avanguardia.

C’è da sottolineare, inoltre, la particolare funzione che la scultura di Paletta assume dal punto di vista propriamente architettonico e urbanistico, in relazione alle sue capacità d’integrazione del disorganizzato tessuto urbano contemporaneo. Dall’ambiente interno agli spazi aperti le strutture di ferro forgiate dall’artista, sbalzate o saldate, tenute insieme da lamine sottili che non aggrediscono lo spazio, ma l’avvolgono simbolicamente in un rapporto di equilibrio simbiotico con il caos determinato dal plasmarsi della nuova realtà urbana, realizzano con tutta evidenza una chiara sintesi ambientale. In questo caso i simboli creati dalla fantasia e dall’immaginario dell’artista forniscono modelli di ottimismo urbano e di altruismo collettivo che riequilibrano il difficile rapporto dell’individuo con l’ambiente cittadino. Possono essere suscettibili, appunto per il ritmo che la genera, per l’istintività e l’immediatezza del segno e per le ardite soluzioni architettoniche, di creare un luogo specifico, di identità riconoscibile, capace di segnare in maniera inequivocabile un dato quartiere o ambiente urbano. Nel ruolo che riveste il nuovo concetto di urbanistica e di interno, secondo il quale l’uomo non è fuori, ma al centro della città, questa scultura, semplice e ordinata, è una rinnovata proposta di provocazione e di sfida intesa a recuperare i valori essenziali che l’uomo contemporaneo ha smarrito.

In questo senso, e per cogliere definitivamente la genesi e lo sviluppo di quest’arte, s’inserisce il discorso, non secondario, tra la forma raggiunta dall’artista e la sua individualità. Un paziente lavoro, umile e silenzioso, che lo ha condotto , attraverso lo studio e l’approfondimento delle varie tecniche del disegno, della grafica, della pittura e della scultura, ad un’elaborazione sempre originale dei momenti e dei passaggi salienti del percorso dell’arte contemporanea filtrati da un vissuto quotidiano di spiccate sensibilità e caratterizzato da un notevole sentimento dell’esistenza.

La comprensione della sua opera è tutta qui.

Nella dinamica dialettica di una vicenda esistenziale che affida alla semplicità di un lavoro costante, quotidiano, di scavo e sintesi, il tentativo di pervenire ad una forma esclusiva assolutamente libera, unitaria e artistica.

Il ché, a ben pensare, ci riguarda direttamente.

Gianfranco Labrosciano


Franco Paletta in Galleria