Conoscere l'Islam attraverso l'Arte

Assadakah, Aprile 2000

L'arte è sicuramente uno dei più potenti mezzi a disposizione dell'uomo occidentale per approcciarsi alla dimensione dell'Islam.
Non solo perché essa è da sempre riconosciuta fra le manifestazioni più alte della cultura islamica, ma anche perché attinge direttamente al cuore dell'Islam, considerato nelle sue valenze concettuali, spirituali e mistiche.

Se, infatti, è vero che l'arte per sua natura tende ad una costante proiezione verso l'assoluto, e che con lei l'uomo cerca di superare i limiti di una materialità cui la stessa individualità lo costringe, è indubbio che quell’islamica segna, nella storia dello spirito umano, una delle più alte manifestazioni poetiche e formali che mai siano state raggiunte.

Basta entrare in una qualunque moschea, d'altronde, per rendersene conto. L'ornato e la decorazione architettonica, la stessa architettura degli edifici, é quanto di più bello si possa immaginare. Sicuramente manifestazione della creatività e dello slancio umano, la moschea è il simbolo più concreto di quanto all'artista islamico sia stato dato di superarsi nella sua ininterrotta ricerca di perfezione. La grande astrazione raggiunta dalle moschee è uno dei vertici di più assoluta bellezza e purezza, e al contempo è unanimemente riconosciuta come una delle espressioni più alte e nobili dell'animo umano. Chi visita infatti per la prima volta una moschea non può non rimanere meravigliato davanti a tanta arte, e i suoi sensi, che ne rimangono tutti stupendamente coinvolti, procedono in un'unica dimensione: verso l'infinito.

Tutto è misura eccelsa di simmetria, di proporzione, d'armonia e d'equilibrio, e le forme, anche quando sono più segniche, compongono tutte partiture di brani musicali che, su diversi piani a scalare, concorrono ad un tutto armonico che è come un concerto polifonico, la magistrale sinfonia della bellezza.

Ovviamente la moschea non può essere compresa senza inserirla nelle sue valenze culturali e ideologiche, né tanto meno se isolata rispetto alla sua fonte religiosa, ossia il Corano. Ma appunto per questo essa obbliga all'accostamento, all'approccio verso l'Islam, poiché anche il giudizio critico più superficiale non può fare a meno di confrontare l'arte di una moschea con i postulati fondamentali dell'Islam.

Ma in tutto l'Islam il concetto di arte segue quello della fede, e anche l'artista più emancipato informa in ogni caso la sua produzione estetica alla tradizione religiosa.

Come le moschee, anche la pittura islamica necessita di un approfondimento relativo alla storia e alla situazione generale della civiltà islamica, pur nella specificità delle tradizioni locali e nei differenti movimenti artistici. Infatti, è da notare come pur evolvendosi in maniera abbastanza originale rispetto alla stessa situazione coranico, essa rimane pregnante di valori ed elementi formali molto rappresentativi del tessuto culturale musulmano, e pur nel moderno influsso di nuove idee e concetti sull'arte, rilevano la continuità della tradizione pittorica islamica nei suoi elementi stilistici, decorativi e coloristici. Per cui si può senz'altro affermare che anche la comprensione della pittura necessita di uno sguardo d'insieme sull'islam, sui diversi periodi storici e sulle evoluzioni di gusto succedutesi fino ai giorni nostri, poiché essa è veramente a tutt'oggi una delle manifestazioni centrali e più attraenti della sensibilità islamica.

Ma anche le arti applicate sono espressione di una raffinata flessione fra tecnica e risultati estetici dovuti all'ossequio e all'onorata continuità della tradizione. Così la ceramica, la maiolica, la lavorazione del vetro, dell'avorio, la lavorazione dei metalli, quella dei tessuti, sono tutti prodotti, anche nell'epoca attuale, di un senso creativo e di un immaginario popolare i cui vertici artistici sono improntati innanzi tutta alla tradizione, e all'intreccio di ogni scuola con l'alveo di riferimento culturale dell'Islam.

Tutto ciò premesso, sarebbe quanto meno opportuno procedere a un'attenta disamina dell'arte contemporanea del mondo arabo, atteso che, anche in questo caso, il suo approfondimento varrebbe certamente a innescare elementi di stimolo in più per quanti sentono l'esigenza di conoscere, sia pure a grandi linee, il gran patrimonio culturale dell'Islam.

Gianfranco Labrosciano