Vincenzo Trapasso

Cosenza, Galleria d'Arte “Gradiva”, 11 Giugno 1992

Vincenzo in Galleria

Cementi


“…L’ultima produzione di Trapasso, così rigorosamente sintetica e di così evicente equilibrio compositivo, pare allontanarsi dall’irregolare morfologia dell’informale ed evolversi verso una più scoperta tendenza razionalista.

In realtà non è così. Si tratta in effetti di una linea avanzata più marcatamente coerente rispetto allo stesso informale “freddo” o neo-razionalista. Nell’informale storico, “caldo”, Trapasso manifestava, nell’ambiguità della materia e nel suo intricato reticolo , un disagio esistenziale; adesso invece mediante la sintesi e l’agglomerazione della materia, fissa, blocca nel frammento dell’ “hic et nuc” la quotidianità della vita

Già tutto questo era evidente quando l’artista, solidificando la materia con il cemento, realizzava il superamento del gesto attuato con la pittura.

Adesso il frammento, “strappato” dalla sua produzione precedente, è diventato esso stesso progetto formale complessivo, totalizzante dell’orizzonte quotidiano; un frammento ulteriormente “raffreddato” mediante la sovrapposizione di lastre di vetro opache che ne induriscono la superficie e accentrano la metafora esistenziale in una dialettica di pieni e di vuoti, di presenza e assenza che agisce come denotatore e moltiplicatore della coscienza ….”

Gianfranco Labrosciano