Alicja Szymanska e Bozena Burgielska

Cosenza, Galleria d’arte “Gradiva”, Gennaio 1995

Alicja e Bozena in Galleria

Visitando la fabbrica di tappeti “Kowary” in Polonia, nella grande sale espositiva ho avuto una strana impressione. Delle grandi opere, alcune delle quali sono presentate in questa mostra, erano appese alla parete come in una magnifica rassegna di arte contemporanea. Ho avuto persino l’impressione di trovarmi in un museo d’arte moderna, e mi sono meravigliato di non aver pagato il biglietto. Poi, accostandomi alle opere e toccandole mi sono accorto che si trattava di tappeti, bellissimi, la cui tessiture era così perfetta da rendere magistrale finanche lo sfumato dei colori, e l’intreccio delle trame della lana così vigoroso da rendere l’idea di stesura morbide come la velatura di un dipinto.

La fabbrica “Korawy”, punta avanzata di continuità della millenaria tradizione di tappeti polacchi, dà vita a manufatti che sono vere e proprie opere di produzione artistica, di altissima specializzazione, in cui la conoscenza antica e la tecnologia più moderna s’intrecciano ad alti livelli con la creatività di artisti considerevoli per dar luogo ad un prodotto speciale, un tappeto di rara bellezza che realizza un connubio fra l’arte e il manufatto.

Le spiccate qualità industriali e le notevoli capacità di ricerca fanno dell’azienda Korawy una realtà all’avanguardia nel settore dei tappeti artistici nel panorama dell’intera Europa dell’est, il cui immenso patrimonio culturale e produttivo è, da noi, ancora tutto da scoprire.

Per il resto la qualità del prodotto manifesta la professionalità dei dirigenti dell’azienda, i quali hanno collaborato con sollecita disponibilità e impegno, fin dalla mia più immediata richiesta, per la realizzazione di questa importante iniziativa.

Le artiste che eseguono le opere, i cui progetti vengono successivamente realizzati nella produzione, sono Bozena Burgielska e Alicja Szymanska, il cui laboratorio d’arte è nella stessa azienda.

Le loro opere guardano all’arte dei grandi maestri del Novecento, ma sono filtrate da una sensibilità originale, pregnante degli umori della cultura polacca più contemporanea e raggiungono, sul piano artistico, risultati veramente sorprendenti.

L’opera di queste artiste merita di essere conosciuta e approfondita.

Per adesso gustiamo l’esuberanza tonale e l’astrazione formale di questi lavori, e guardiamoli così, con l’attenzione e il silenzio che richiede la contemplazione dell’arte.

Ma osserviamoli anche con uno sguardo diverso, per penetrare, sia pure minimamente e a distanza, nella realtà sconosciuta di una grande nazione, la Polonia, attraverso la sua formidabile cultura artistica e produttiva.

Gianfranco Labrosciano