Nanni SpinaCosenza, Biblioteca Civica, 13-14 Novembre 2005 |
Nanni in Galleria | |||
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Poesia e PoesieL'azione performativa di Nanni Spina è intesa a realizzare un avvicinamento al cuore del linguaggio, per cui l'oggetto, in questo caso la fotografia, in virtù di uno scarto sensoriale capta e connette le modificazioni linguistiche in un territorio di automazione soffice, dove perde valenza estetica per acquistare ridefinizione in un bilinguismo testuale che galvanizza e accompagna l'installazione stessa.Antonio Tucci |
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"Poesia e fotografia alla Biblioteca civica di Cosenza"La Provincia. Mercoledì 16 Novembre 2005.Si è conclusa la performance artistica del giovane fotografo Nanni Spina organizzata dal Centro Studi Promozione e Ricerca dell'arte contemporanea " Gianfranco Labrosciano" alla biblioteca civica di Cosenza.Il lavoro supportato dall'artista è stato supportato dalla lettura delle poesie di Franco Araniti, Sergio valentini e Giafranco Labrosciano, narrate dall'attore casentino Marco Tiesi. Il tutto è stato accompagnato dalle musiche di Francesco Pepe. "L'unione tra l'immagine fotografica e la poesia - è scritto in una nota - ha dato vita a una esemplare accelerazione del linguaggio, la cui performance ha accentuato la percezione semantica delle due forme di espressione". L'incontro è stato inserito tra le attività della seconda settimana regionale delle biblioteche sul tema: Libri, biblioteche, cultura della cittadinanza. Attiva è stata la partecipazione dei presenti in sala i quali, esortati dalla presenza del critico Gianfranco Labrosciano hanno espresso i loro sentimenti, le loro emozioni e le loro sensazioni scaturite dalla visione dell'immagine. Una sedia vuota, è scritto nella nota, una stanza illuminata dal riflesso della luce che si fa spazio tra le rovine degli alti e possenti muri. Il silenzio creato in sala ha dato modo ad ognuno di restare un po' soli con se stessi e confrontarsi con ogni piccola piaga del cuore, con i disagi del tran tran quotidiano. E' stato un momento di incontro e di comunione tra diverse generazioni che, in realtà, vivono lo stesso disagio: lo scorrere del tempo,l Pura di rimanere da soli, la sensazione di essere sempre in attesa di qualcosa, di qualcuno. Una sedia vuota che attende di far sedere qualcuno. Un posto che non può rimanere libero. E così il giovane artista è riuscito a donare un attimo di pace, calma e tranquillità permettendo a tutti i nostri sensi di rilassarsi nella visione di un'immagine e nell'ascolto di dolci musiche e parole. Benedetta Cairo |
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| Il team del centro studi durante l'istallazione della mostra "Poesia e Poesie": | ||||
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"Arte fotografica e poesia alla biblioteca civica"Gazzetta del Sud, Sabato, 19 novembre, 2005Una mostra bibliografica su " letteratura, storia arte e giornalismo nella vita culturale cosentina del primo Novecento" e una performance su "arte fotografica e poesia".Queste le due iniziative che nei giorni scorsi hanno tenuto banco nella Biblioteca Civica programmate nell'ambito della Settimana delle Biblioteche organizzata dall'assessorato regionale alla cultura. Gli appassionati di pubblicazioni in genere hanno concentrato la loro attenzione sull'esposizione di importanti testi e documenti custoditi nella struttura diretta da Giacinti Pisani. Un particolare richiamo è stato anche esercitato, però,dalla performance proposta dal fotografo Nanni Spina. Attratto dalla sostanziale novità rappresentata dall'inusuale accostamento proposto nel tema, un folto pubblico ha raggiunto i locali della Civica per assistere all'iniziativa, curata dal centro studi "Gianfranco Labrosciano". Una particolare forma di intrattenimento e nello steso tempo una serie di spunti capaci di stimolare la riflessione: questo il risultato finale dell'azione integrativa, che ha visti protagonisti essenzialmente la scena catturata dall'obiettivo di Nanni Spina sottolineata dalla musica e dalle parole dei poeti Franco Araniti e Sergio Valentini, l'una e l'altra con filo conduttore il tema della luce o dell'assenza. Il pubblico ha poi partecipato al dibattito con moderatore il critico Gianfranco Labrosciano, che ha invitato i presenti a interagire con il messaggio lanciato dalla "ripresa" fotografica e con il pensiero, diventato didascalia dell'immagine, espresso dai due poeti. La foto illustrava l'interno di un ambiente aggredito da una potente luce esterna che caricava d'intensità una sedia. Ai presenti non è sfuggito soprattutto il messaggio di quell'ambiente quasi desolante, appena "squarciato" da quel modesto elemento di arredo, " letto" liberamente dall'interpretazione soggettiva. Da qui, chiaramente, la molteplicità di significati esposti dai presenti nel corso del dibattito: con timidi e rari spazi occupati da considerazioni gioiose , tanti "agganci" sui drammi, piccoli e grandi, che dominano il nostro mondo e che, per esempio,vanno dalle ore aspre di chi si ritrova solo, reietto, in difficoltà all'amarezza dell'uomo nei momenti in cui la vita mette a dura prova e - allargando via via l'orizzonte -alle condizioni in cui spesso si è trovata la società calabrese, alla disarmante vacuità espressa in alcuni momenti della storia. (A.G.) |
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"L'opera fotografica di Nanni Spina"Il Quotidiano,Giovedì 24 Novembre 2005La biblioteca civica di Cosenza, con la cura del centro Studi per l'arte contemporanea "Gianfranco Labrosciano" ha celebrato con un evento di notevole valore culturale la settimana regionale dei beni librari. L'artista Nanni spina, di Cosenza, ha presentato una sua opera fotografica sulla quale sono intervenuti i poeti Sergio Valentini e Franco Araniti, sempre di Cosenza, mentre si sovrapponevano all'immagine le musiche di Francesco Pepe.La performance, come ha spiegato il critico d'arte Gianfranco Labrosciano, ha avuto l'effetto di stimolare la dialettica dei vari linguaggi artistici, che, messi in moto dalla foto di Nanni Spina, hanno provocato uno spostamento e un'erranza poetica verso altri territori di rara efficacia estetica. Il pubblico presente si è entusiasmato davanti all'installazione del fotografo cosentino e ha partecipato all'invito rivoltogli per un coinvolgimento diretto alla performance. Sicché gli stessi fruitori si sono trasformati nei diretti protagonisti dell'evento, suggerendo accelerazioni di senso all'opera e spostamenti semantici di varia natura. In pratica si è trattato di questo. L'artista ha concepito e ha fotografato un interno di una casa antica, dai muri rabberciati e sgretolati dal tempo, nel quale un intenso raggio di luce penetrava e illuminava gli angoli lontani, a uno dei quali una sedia vuota sottolineava un'assenza o una dimensione di attesa e di instabile precarietà. Su questa foto, di una poesia visiva struggente e malinconica, si sono sovrapposte i versi dei poeti, creando un'atmosfera di incantata purezza sulla quale la musica ha steso un velo di soffice dolcezza. Molti gli interventi, specie fra i giovani, come ha avuto modo di constatare il direttore della biblioteca civica Dr Giacinto Pisani, che si è detto soddisfatto per il ruolo avuto nell'iniziativa proprio da questi ultimi, che non hanno mancato di far sentire la loro opinione e il loro vivo interessamento. Delya Dattilo
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