Ivana RussoCosenza, Sede del Centro Studi, Giugno 2003 |
Ivana in Galleria | |||
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Senegal, esplosione di coloriGuardando la serie d'istantanee dal tema "Senegal, luglio 2002", scattate dall'artista Ivana Russo con la sua Nikon APS, ci si accorge immediatamente come la macchina fotografica possa essere rilevatrice del reale, del concreto, all'interno di una definitiva soluzione, testimonianza fedele del tempo. Allestita con tele di lino - "pareti" sottili, morbide, a sostegno delle 26 foto - la sede del Centro Studi "Gianfranco Labrosciano", a Corso Telesio, diviene spazio in cui installare un diario di viaggio (ri)composto da immagini, esplosione di colori, itineranti tra le strade africane di Kaffrine, Dakar e l'isola di Ngoz. In collaborazione con il Beat Music Club, Antichi Sapori e il Monitore Brutio, la rappresentazione fotografica nasce come idea un anno fa, quando Ivana Russo decide di approdare in Senegal, attuando quell'originale "scoperta" della prospettiva sul palcoscenico" fotografico caratterizzato da volti sorridenti (simpaticamente in posa!), mercati affollati, con cibi caratteristici, uniti a frammenti di vita quotidiana in un Paese, quale il Senegal, composto da una popolazione di circa 9 milioni di abitanti appartenenti ad una ventina di etnie. L'obiettivo, curioso e attento, della macchina fotografica, man mano che prosegue la sua indagine etnica, ci comunica che col tempo le immagini vivono raccontando una storia, talora fatta di silenzi. Traspare da ogni singolo soggetto - "impressionato" in pellicola - il sentimento, l'effettività, "codice visivo" di un'esistenza nei villaggi caratterizzata da cose semplici, ma non per questo scontate. Un ragazzo, "immortalato" con una T-shirt raffigurante il calciatore Gabriel Batistuta, diviene realtà diretta a palesare che quei contesti, poi, non sono così lontani...! E' la fotografia di una descrizione, in una scena reale, ciò che più conta. L'apparecchio fotografico, registro figurativo dell'individuo nell'atto di osservare, diviene testimone nel, del, presente, intorno ad un concetto di estetica valorizzato (stimolato), anche, dalla progressiva esegesi di culture parallele alla nostra. Il dettaglio, caparbiamente sottolineato, messo in mostra dalle istantanee, finisce per fungere da documento esplicativo per comprendere un panorama esistenziale più ampio nelle terre africane. L'esposizione fotografica - dimostrazione effettiva di quanto sia produttivo l'incrocio fra la tradizione etno-culturale e le manifestazioni del pensiero creativo - continuerà al Centro Studi "Gianfranco Labrosciano" fino al 14 giugno. Pierpaolo Pastore |
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Volti di Dakar negli scatti di Ivana RussoGiovedì 12 giugno 2003, La ProvinciaLa fotografia è certamente una delle forme di arte visiva contemporanea, insieme alla pittura e alla scultura; basti pensare ai grandi della fotografia che con i propri scatti generano vere e proprie opere d'arte. Vengono in mente Oliviero Toscani il fotografo di Benetton, o Spencer Tunick il fotografo delle folle nude. Ma non è necessario avere grandi nomi per essere dei bravi artisti e fare dei capolavori. È dunque da vedere la mostra fotografica di Ivana Russo inaugurata il 4giugno in una delle sale del Centro Labrosciano, in Corso Telesio. Nella mostra sono raccolti alcuni scorci di vita quotidiana fra i villaggi senegalesi di Dakar. Volti gioiosi di ogni età, dei bimbi come degli anziani, frammenti di vita comune fra i mercati, colori esotici ed altro ancora è possibile vedere tra le fotografie di Ivana Russo che spiega: «Non ho utilizzato che una comunissima fotocamera meccanica e senza supporti particolari... anche la pellicola è delle più comuni, ho solo cercato di individuare momenti di particolare interesse per significare la dimensione umana cui è ancora possibile vivere in terre come queste». Sì, è vero, ciò che risalta nelle foto di Ivana Russo è quella dimensione umana, quel senso del vivere in armonia con gli altri, quella saggezza silente e calma di persone che sono dedite al lavoro e allo star bene in comunità. L'oggetto fotografato è spesso la persona impegnata nella propria attività quotidiana della vendita del pesce o del commercio di altri generi alimentari; non mancano i primi piani della natura morta del luogo, fatta dei più vari frutti esotici, freschi o secchi in un'esposizione variegata di colori. Non mancano le espressioni particolari dei soggetti che Ivana Russo ha catturato nella loro autentica spontaneità e semplicità, inquadrandone i volti, immortalandone gli occhi. Sono testi fotografici che restituiscono tutto il calore ed il colore di quelle terre d'Africa cosi immense e misteriose e pur solari e gioiose. La mostra è stata realizzata anche grazie agli sponsor "Beat Music Club" e ristorante "Antichi Sapori". Con la fotografia il Centro Studi Labrosciano apre così un altro settore di attività, di sicuro valore artistico e di non trascurabile interesse sociale. Luigi Guido |
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