Alfredo Pirri

Cosenza, Galleria d'Arte “Gradiva”, 18 Dicembre 1993


Nell’arte di Pirri la definizione stessa può essere ingannevole.

Forse perché postula la costruzione perfetta di cose completamente inesistenti, e l’oggetto che si esamina non corrisponde nemmeno a quello che si immagina, per cui lo spettatore riconosce l’oggetto senza percepirlo realmente.

Ma la complessità rafforza la sensazione dell’oggetto, che non è rivolto a scoprire l’essenza ma a svelare l’impressione di una visione individuale che lo costituisce e lo rinnova.

Ne scaturisce, di conseguenza, una forte propensione a considerare l’artista nelle intenzioni e negli atteggiamenti, spesso suscettibili di andare al di là degli stessi risultati raggiunti.

“Per noi” è la magnifica serie degli acquerelli presentati in mostra, nei quali è possibile, forse, recuperare luoghi collettivi in presa diretta rispetto al vuoto d’immagini che spesso la sua arte palesa, per certi aspetti simile al silenzio, alle altezza imponderabili, all’equilibrio del nulla che, come afferma lo stesso Pirri, annulla come un bacio.

Gianfranco Labrosciano