Pasqualino Paduano

Roggiano Gravina (CS), Aprile 1993

Pasqualino in Galleria

Forme in Calabria


La consapevolezza di una visione più vasta e comprensiva del termine arte, a cui corrispondono forme diverse della coscienza, prende corpo negli ultimi lavori di Pasqualino Paduano,che si muovono all'interno di una forma di tipo simbolico che va oltre la presenza strutturale.

Così, in un supremo colloquio di forme simboliche di sensi di vita, o di morte, Paduano si immette veramente adesso - dopo tanto lavoro e tanto apprendistato tecnico - nel flusso - destino dell'arte, che è quello di li berare nuovi significati.

Per questa via l'arte si disvela nello stupore e nel recupero, semplicemente ricavando dal nulla una nuova corporeità e un sensibile pregnanti di vitali.

Sicché Pasqualino Paduano trova un suo coefficiente di libertà in forza di un valore di appartenenza alla sua terra natìa, la Calabria, così fortemente interiorizzato da costituire un suo personale paradigma estetico.

Ad interessarlo non sono più le tradizioni di Calabria, gli usi e i mestieri, le forme di vita dell'esperienza sensibile quotidiana, ma le forme archetipe, simboliche e primordiali ricavate dall'ombra, dal nulla, ripescate in virtù del suo rapporto simbiotico con questa terra di origine e filtrate attraverso la sua sensibilità e la sua tecnica.

Questo c'è da sottoliniare, al di là di ogni enfasi retorica.

E cioè che Pasqualino Paduano ha spezzato una lancia rispetto alla sua precedente produzione, e i risultati cui è pervenuto sono suscettibili di sviluppare una ricerca più in sintonia con il farsi attuale dell'arte.

Intendiamoci, non che abbia superato del tutto la sua precedente esperienza pittorica, e nemmeno l'ha abiurata.

Solo si è posto, finalmente, da un altro angolo visuale rispetto alle sua medesime possibilità espressive.

Ha trovato, per esempio, una radice di ulivo e l'ha semplicemente elaborata alla luce di una più stringente e sincera riflessione sull'arte.

Il suo orizzonte si è ampliato unitamente alle sue capacità artistiche - perché ha capito che non è la realtà a determinare il pensiero ma viceversa.

A noi non resta che seguirlo su questa strada, atteso che l'arte non è altro che un percorso individuale che l'artista ha il dovere di seguire fino in fondo.

Gianfranco Labrosciano