Guido Limido

Roggiano Gravina (CS), Centro Studi “Gianvincenzo Gravina”, Luglio 1997

Guido in Galleria

Testimonianze


L'opera di Guido Limido deve essere ancora studiata, catalogata e inventariata, ma che appartiene certamente al patrimonio di idee, di cultura e arte della intera Calabria.

Gia le prime opere, d'impianto naturalistico e paesaggistico, rivelano una razionalità volumetrica e illuministica che manifesta il possesso di strumenti espressivi immediati, quali il disegno e il colore, oltre che l'effettiva conoscenza dello spazio scenico.

Successivamente tempera il suo realismo con una sottile vena di malinconia, e affida agli acquerelli, trasparenti e delicati il compito di tradurre la sua poetica profusa di un autonomo quanto stupefacente neoimpressionismo lirico.

L'esperienza dell'acquerello sarà determinante per la sua successiva produzione artistica; pervenuto all'astrazione, preparerà i suoi oli diluiti e fluidi che si espanderanno sulle superfici, come appunto una materia acquerellata.

E si tratterà, anche questa volta, di un tipo di astrazione personale, elegante ed evocativa.

I disegni, infine, dimostrano chiaramente la padronanza dei mezzi linguistici di questo artista autentico, che elabora le lezioni del cubismo, del futurismo, fino a quelle di un Mirò o di un Mondrian, all'interno di una grafica virtuosa ed ironica, originale e fantastica che ha pochi precedenti nella storia artistica del territorio calabrese.

Le sue ultime opere, informali, chiudono e sintetizzano una vicenda artistica sempre lucida ed attenta, e attribuiscono alle potenzialità sematiche del segno e della scrittura-pittura il ruolo di paradigma centrale della moderna concezione dell'arte.

Gianfranco Labrosciano