Saloua JabeurEquoland, Firenze, Gennaio 2006 |
Saloua in Galleria | |||
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Con una mostra sponsorizzata da Equoland,la cooperativa di commercio equo e solidale ubicata in via Flli Cervi, a Campi, l'artista tunisina Saloua Jabeur presenterà i suoi lavori di stampo fortemente mediterraneo Sabato a partire dalle 17.00. La rassegna, presentata dal critico d'arte Gianfranco Labrosciano, presenta uno spaccato della cultura tunisina in riferimento alla tradizione femminile dell'abbigliamento e del tessuto ornamentale e popolare. Sono rappresentate, infatti, i vestiti tradizionali delle donne di KerKennah, Raf-Raf, Moknine e Madia, con tutto l'arredo simbolico e ornamentale della tradizione tunisina. Ma più in generale risaltano i valori e i caratteri precipui del Mediterraneo, in un tripudio di colori fortemente impregnati di una solarità calda e avvolgente, che pare modellare le forme e immergerli in una luce di forte intensità, vibrante e d energetica. Gianfranco Labrosciano
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Il valore dell'opera di Saloua Jabeur consiste nel fatto che le visioni spensierate, le ingenue rappresentazioni, le forme scarnificate fino alla rappresentazione infantile, attribuiscono alla stessa un carattere di leggerezza il cui senso è la produzione di mondi ancestrali e primigeni, come se si trattasse della proiezione di un ritorno all'istinto.
L'ironica messa in scena di un repertorio fantastico in un campo pittorico alluvionato di colore, oltre che da una cifra decorativa che richiama senz'altro la matrice culturale che la genera, produce una realtà fiabesca e incantata, di un forte accento esotico. Sicché le immagini, di una sensibile vistosità coloristica e di un'accentuata consistenza iconica, esercitano il potere della seduzione propria delle figure leggere e instabili, le cui forme tremolanti ed elementari sono come uno specchio di trasparente semplicità. E invece si tratta di altro, di un orizzonte antropologico in cui le risonanze, le metafore e i simboli s'incontrano in una dimensione pittorica in cui anche la grafia, il segno e il disegno sono espressioni di un territorio ideale di cui tutta l'arte della Jabeur è impregnata: il mondo arabo. Guardate con attenzione le immagini delle donne rappresentate. Esse non sono soltanto icone di mediterraneità e forme rappresentative di magici rituali spirituali, ma trasmettono con tutta evidenza la ricchezza interiore di un mondo che attribuisce alla donna il valore di una bellezza superiore, quasi metafisica,e che tramite i suoi ornamenti intreccia col passato un dialogo di ininterrotta continuità. L'artista infatti si ricorda della grande tradizione dei tessuti arabi, in particolare di quelli tunisini, a recupera la memoria dei vestiti tradizionali delle donne di Kerrkennah, di Moknine, di Monestir e Raf raf. Gianfranco Labrosciano
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