Wolfango Intelisano

Lamezia Terme (CZ), Centro "Angelo Savelli", 19 Giugno-2 Luglio 1993

Edificazioni


Se il possibile ha fame di esistenza e declina nella realtà effettuale, l’opera di Wolfango Intelisano, che agisce come modificazione accelerata di oggetto e di senso del tipo non identico, postula la possibilità progettuale di realizzare e virtualizzare il reale per trovare "più realtà della realtà" e più significati.

In effetti una sintesi passiva genera un evento che fluidifica nel tempo e funziona come discorso informativo della memoria, laddove la vis creativa è tale da individuare possibili percezioni dell’oggetto e adattarne la realtà cangiante alle leggi strutturali dello spazio.

Combinazione simbiotica di pittura e scultura di rara efficacia estetica, l’opera è dotata di propaggini estensibili nella dialettica dello spazio che assumono il valore di edificazioni abitate da lontananze e vicinanze, allusive o dichiarative di una rappresentazione estetica.

Le speciali modificazioni delle angolazioni e l’allungamento di talune articolazioni provocano una situazione adatta all’occhio in funzione di un’espressione trasgressiva di riconoscibilità, esplicitamente attuale e ricca di azione. La figura risulta sveltita nel ritmo, leggera e incorporea, e un senso di vaga libertà l’avvolge, come se l’artista avesse voluto distribuirla nella nostra mente.

Ciò che preme, alla fine, è il dato “oggettualizzato” di un processo linguistico che si identifica nella forma del visibile scultoreo, e che in pittura “apre varchi nel nulla per concedere ulteriori possibilità all’anima”, come lo stesso Intelisano afferma.

Gianfranco Labrosciano