Alex Chichi

Cosenza, Festival delle Invasioni, Galleria d’arte “Il Sagittario”, 16–21 Luglio 2001

Alex in Galleria

BABINGA - Piccoli Grandi Uomini: Reportage multimediale sull’incontro tra il popolo pigmeo Aka e le popolazioni nere fuori dalla foresta.


Nell’ambito di una ricerca quanto più interculturale e etnoantropologica, l’intervento “sul campo” di Alex Chicchi, ossia fra i pigmei “Babinga” della Repubblica centro-africana, è inteso a dimostrare come un qualsiasi comportamento di quei popoli lontani, compresa la produzione di un oggetto estetico, abbia u valore funzionale all’interno del gruppo, e si spiega solo in termini di religione comunitaria.

Presso i pigmei, infatti, le maschere, le sculture, i riti legati al lavoro, alla procreazione, alla nascita e alla morte, fino alla religione, hanno tutti lo stesso scopo: catalizzano e ridistribuiscono l’energia vitale di ogni individuo a favore del gruppo. Per cui l’indirizzo etnologico prende il sopravvento sulle stesse operazioni estetiche, che anzi sono superflue rispetto al contenuto culturale specifico.

È questa la c.d. “negritudine”, ossia l’arte negra, che per essere compresa “è necessario superare l’incommensurabile spazio che separa spiritualmente l’uomo civilizzato contemporaneo, nutrito di ragione raziocinante, dal suo avo remoto che non fabbricava ma viveva la sua arte”, come scrisse Senghor. È necessario, in altri termini, recuperare ciò che la civiltà occidentale ha perduto allontanandosi dal “primitivo”.

Questo è il senso dell’operazione estetica di Alex Chicchi, la quale è tanto più efficace quanto più testimonia di un modo di vita più da individui che da mandrie, più da uomini pensanti alla vita che da atomi o bambocci motorizzati, e da un senso del tempo sociale e umano che è dato anche da un certo livellamento che ci minaccia e ci umilia.

Per questo oltre alle immagini l’installazione propone rumori, musica, ritmi di danza sapori della vita dei pigmei, perché la “forza degli occhi” non è nell’artista milanese soltanto fisica, ma produce una formula, una maniera e una ragione interiore, quasi un racconto leggendario che scompare e si sfoca.

Ma a metterlo a fuoco è lui, l’artista, il “fotografo cercatore”, colui che non ricerca una imitazione superficiale, ma gli elementi strutturali (come le relazioni dei pigmei babinga – che letteralmente significa piccolo-grande uomo) che rendono valido il racconto fotografico.

Così Alex Chicchi ci fa sentire, con i video e le fotografie, l’orma, l’alito dei pigmei, di quei capolavori, di quegli angeli o diavoli che incantano, illuminando persino quella suprema architettura delle cose che è la bellezza.

Gianfranco Labrosciano