Sulle orme di UlisseLamezia Terme (CZ), Maggio 1999 |
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Dentro l’arte colta con Maria Gullì, Antonio Pugliese e Antonio SaladinoE’ un ritorno al passato, al mito. Per essere creativi contemporanei. L’odissea di Omero con tutta l’insuperabile carica mitologica è ancora presente nello spirito e nel viaggio dell’uomo del duemila. Segno indelebile e benefico che ha rimosso la staticità di uomini rinunciatari per riportarli dentro il fascino della “partenza” e del “nostos”. E del pensare. “Ulisse per Piero Boitani - è antico e moderno nello stesso tempo. Le sue vicende costituiscono un punto d’osservazione ideale per misurare le differenze e le consonanze tra l’”alterità” del passato e la “modernità” del presente”. A noi è capitato d’incontrare “Ulisse” attraverso la rappresentazione concettuale dell’arte contemporanea. Una carica di mito e mistero che ha suscitato spirito d’osservazione e convinto incontro (- scoprire il vero legame artistico-letterario, soprattutto poetico) per degli artisti che hanno ritrovato una illuminata capacità culturale, rimettendo in cammino – guidati dal critico d’arte Gianfranco Labrosciano – un processo nuovo e diverso dentro l’universo dell’arte contemporanea che sembrava si stesse sgretolando per mancanza di alti punti di riferimento. Ora, al Savelli, ed è una proposta straordinariamente bella ed affascinante, rinasce il gusto per l’arte ed in particolare per l’arte colta. Che cosa ci dicono, dove poggiano l’interrogativo, quali le mosse di partenza e quali i luoghi da toccare e rivitalizzare con il patrocinio dell’arte contemporanea? Antonio Pugliese, Antonio Saladino e Maria Gullì non hanno riposto e non rispondono alle “sirene” dell’effimero delle tante tendenze senza tendenza. Sono spiriti inquieti, che amano l’approfondimento e la conoscenza, il confronto artistico e letterario. Che “installano” il segno della loro vita, su cui aleggia l’incanto. Ragionano di oblio, un tema di alto significato esistenziale. Ma che senso può avere mettere assieme all’arte tematiche letterarie, filosofiche (“gli amici di Pitagora, di Saladino, amore-estetica-esistenzialismo le straordinarie opere di Maria Gullì, la natura che va protetta e amata le eccellenti installazioni di Pugliese, singolari e rapaci nello spirito. Che ti conquistano per i colori e la perfezione geometrica), in Calabria e nel Sud, dove la dimenticanza e l’emarginazione ci sovrastano? Il progetto “Ulisse” ha una risposta. Il Sud deve ripartire “da se”, “in se”, in uno scavo della memoria; riprendere il “viaggio” e, tappa dopo tappa, lasciare l’impronta della propria originalissima creatività, il proprio dono, la propria ricchezza spirituale e seminare in tutti quei luoghi dove l’uomo moderno possa ritrovare il collante del mistero ed essere nella spinta propulsiva della conoscenza. Questi artisti hanno lo sguardo fisso al mare di “Nessuno”, alla nuova “Itaca” che devono essere “in noi”, pronti con un remo in mano per riscoprire valori ed itinerari autentici di “saperi”. D’altra parte il movente artistico di Labrosciano, per il tramite di “Odisseo”, è proteso si ad un’arte colta ma contiene radici umili e legami insuperabili che stanno e sono nell’uomo. E’ straordinario il senso critico di Labrosciano quando in Ulisse vede e si concretizza “una banda di adolescentiche se ne vanno in gruppo nella storia, relazione presente con un passato e un futuro. L’uomo della solitudine, il frammento, ha superato il suo ritiro, il suo stare in disparte e il suo corpo organico è diventato condizione inscindibile della propria esistenza… Il suo è un cammino simile a quello dell’arte: dev’essere compiuto fino in fondo”. La mostra del Savelli “Sulle orme di Ulisse” ha portato a Lamezia un nutrito pubblico di poeti, letterati, critici, che da subito hanno apprezzato questi veri artisti i quali rompono con il tema che “passa” e si rituffano nel mito, nell’oblio e nella natura a eterno confronto dell’uomo crititico e moderno. Tutti i temi che hanno bisogno di stare assieme ed essere vissuti anche attraverso l’arte con intensità e “compagnia” intellettuale e sociale”. Il lavoro poderoso e artistico del Savelli sta coinvolgendo il meridione progredito, certamente idoneo ad una premessa storica di riscatto socio-culturale. In questo disegno bisogna starci con la consapevolezza che il nostro mare e con esso Ulisse continueranno a stupirci e meravigliarci, perché, concludendo con Boitani, “il mito è fondazione di vita: è lo schema senza tempo, la formula religiosa in cui la vita, dopo aver attinto dall’inconscio i tratti del mito e averli riprodotti, confluisce”. Pino Campisi Il mito è il nulla che è tuttoLo stesso sole che apre i cieliE’un mito brillante e muto. Il corpo morto di Dio. Vivente e nudo. Questi, che qui approdò Fu per il non essere esistente. Senza esistere ci bastò. Per non essere venuto, venne E ci creò. Così la leggenda si dipana Entrando nella realtà, e a fecondarla decorre. In basso la vita, metà, di nulla, muore. Fernando Pessoa |
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