Una festa con l’ARCACosenza, Centro Sociale Serra Spiga, 26 Dicembre 1993 |
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Non ha importanza se si tratta di artisti dilettanti o di professionisti. La questione è un’altra. E’ più generale e riguarda la qualità della vita. Si tratta di vedere quale spazio del suo tempo quotidiano, l’uomo contemporaneo, nonostante gli orpelli del lavoro, delle preoccupazioni etc., dedica all’arte, questa astratta nozione che diventa reale solo se si considera come lo slancio, il lancio verso l’alto del grande serbatoio della vita. Certo sono importanti i risultati e si può essere artista, nel vero senso della parola, anche dipendendo da una qualunque azienda pubblica o privata. Ma sicuramente i risultati saranno tanto più validi quanto più ognuno riconosca che anche il proprio lavoro è creativo, poiché anche la mansione più ripetitiva ha sempre dei margini di creatività e di libertà. Questo, mi pare, sia il dato da sottolineare, al di là ogni enfasi e fuori da qualunque giudizio critico e di valore artistico dei singoli espositori. Se poi i risultati sono apprezzabili, come palesa l’operato di alcuni partecipanti alla rassegna, ecco che occasioni come questa celebrano, all’interno della categoria, un avanzamento culturale e uno sviluppo qualitativo che non può che andare a beneficio dell’intera collettività. Una prima rassegna, dunque, ma sicuramente importante, che va ascritta al merito della sezione culturale dell’ARCA di Cosenza. Una rassegna che non mancherà di accendere dibattiti interessanti intorno a problematiche che a ben vedere ci riguardano da vicino e suscettibile di avere sviluppi e andare lontano, come vuole la natura intrinseca dell’arte. Gianfranco Labrosciano |
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